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La produzione artistica della Sardegna preistorica e
protostorica.
La prime attestazioni risalgono all'età neolitica antica
(6000 ca. a.C.), ma è con il Neolitico medio, nella facies
di Bonuighinu-Mara, che compaiono prodotti più
caratterizzati, come piccole stele, piccole sculture di
idoli, vasi e braccialetti in pietra, talvolta simili ad
analoghi oggetti diffusi nell'area egea e nel Vicino
Oriente. Le statuette, di forme tondeggianti, possono essere
anche di terracotta.
Nel Neolitico recente e in epoca eneolitica (fine del IV-III
millennio a.C.), nella fase della cultura di Ozieri, la
produzione artistica raggiunse esiti notevoli.
Nell'architettura si realizzarono le prime strutture
megalitiche, con i dolmen, e diversi tipi di ambienti
sotterranei, come i sepolcri comunitari scavati nella
roccia, detti domus de janas (case delle fate). La
pittura trovava applicazione nelle numerose tombe dipinte
con scene narrative e decorazioni geometriche. La scultura
si espresse essenzialmente nei menhir, di
forma non figurativa o vagamente antropomorfa, con funzione
cultuale e funeraria; e nelle statuette in marmo
rappresentanti la Dea Madre nuda, di tipo cicladico, che
compaiono anche nella produzione in terracotta, accanto a
idoletti maschili. Grande sviluppo ebbe anche la ceramica,
nella quale si affermarono forme e decorazioni di tipo
curvilineo.
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Arco
Spagnolo |

Domus
de Janas |

Presepe di Fordongianus |

Terme
Romane |

Tempio
di Antas |

Tomba
dei Giganti |
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Testa fittile di tipo Apollineo |

Vasetto
Etnico |

Vasetto ispirato al corredo della Domus de Janas |

Ciotola ispirata al Corredo di Marinaru |

Anfora
Terracotta |

Statuina Femminile |
Nell'età eneolitica la mutata situazione
sociale e culturale, con il passaggio da una società
matriarcale e pacifica a una maschile e conflittuale, si
rifletté sulle manifestazioni artistiche. Accanto
all'architettura funeraria di tipo megalitico, che trova
espressione ora nelle cosiddette "Tombe dei Giganti",
comparve l'architettura militare con i primi nuraghi.
Nel campo della scultura si diffuse l'uso di collocare
presso le tombe monumentali grandi statue-menhir di
pietra che raffiguravano i capi come figure eroiche,
secondo uno stile asciutto e severo.
Nel periodo più antico dell'età del Bronzo, nella
cultura di Bonnànnaro (2000-700 a.C.), l'arte conobbe un
periodo di declino, fino quasi a scomparire; soltanto
l'architettura rimase vitale, soprattutto per la
realizzazione di opere militari e di grandi 'tombe di
giganti'. Tale tendenza si invertì verso la fine
dell'età del Bronzo (1300-900 a.C.), quando l'attività
artistica fu fortemente stimolata sia dallo sviluppo
della metallurgia, sia dalle necessità e dai desideri
dei grandi committenti, corti aristocratiche e caste
sacerdotali. Nell'architettura, le 'tombe dei giganti'
di quest'epoca si riconoscono per la facciata,
accuratamente rifinita; attenzione e precisione nelle
rifiniture compaiono anche nei pozzi sacri (edifici per
il culto delle acque), simili alle thóloi micenee, dalle
eleganti linee architettoniche e dalla raffinata
decorazione pittorica e scultorea.
Con l'età del Ferro (VIII-I secolo a.C.) vi fu un chiaro
ritorno alla rappresentazione della figura umana,
precedentemente trascurata, dovuto all'evoluzione dei
sistemi sociali in senso fortemente antropocentrico. La
scultura diede vita alle grandi statue in pietra di
Monte Prama, che raffigurano guerrieri (VII secolo a.C.);
ma la produzione più caratteristica fu certamente quella
delle statuette bronzee, che riflettono in una
molteplicità di forme molti aspetti della vita sociale.
Le statuette più antiche presentano soggetti di tipo
militare e aristocratico (IX - metà VII secolo a.C.); in
seguito si imposero forme e immagini più popolari (metà
VII secolo - VI secolo), che testimoniano una notevole
attenzione al dato reale (immagini di gente umile,
animali, barche). Con l'occupazione dell'isola da parte
dei cartaginesi le manifestazioni proprie dell'arte
sarda si fusero e contaminarono con quelle dei nuovi
dominatori, fino a perdersi completamente.
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